|
UN VIAGGIO PER SCELTA: CAMMINO DI SANTIAGO Santiago De Compostela L'approssimarsi dell'Anno Santo Compostellano, che inizierà con l'apertura della Porta Santa a Santiago il 31/12/2009 e si chiuderà il 31/12/2010, mi da lo spunto per comunicare la mia testimonianza su un viaggio particolare conosciuto come “pellegrinaggio a Santiago de Compostela” riconosciuto come primo Itinerario Culturale Europeo. Prima di decidere se, e come fare il Cammino, è bene leggere una buona guida e capire se questo itinerario si vuole fare da pellegrini o da turisti. Questa è una scelta sostanziale perché chi percorre il Cammino da turista non riesce a troncare di netto (per un periodo) la vita di tutti i giorni ed è meglio che rinunci all'ospitalità degli ospizi dei pellegrini. Se le motivazioni sono da turista non c'è problema perché sul Cammino si trovano alberghi e servizi confortevoli, si incontra molta gente, si fa amicizia, si prova una esperienza nuova, si torna a casa con la “compostela” da mostrare agli amici. I turisti non sapranno che grande occasione hanno perso. Se, invece, ci si sente maturi per farsi pellegrini, si inizia a chiedere la credenziale che è pur sempre una investitura, anche se oggi viene data senza cerimonie, a causa dell'elevato numero di richieste. Il Cammino, a chi lo percorre da pellegrino, cambia la vita. Si parte perché si vuole dare più significato alla propria vita e si torna trasformati, convertiti a una nuova direzione o prospettiva. Farsi pellegrini significa affidarsi a un Sé superiore che ci guida, ci da aiuto, conforto e forza. Inizia il Cammino: zaino in spalla, via tutte le cose inutili, senza programma, senza amici o parenti, senza zavorra di ogni tipo. Il pellegrino sa che il viaggio si potrebbe interrompere e riprendere più volte o anche non arrivare mai. Sarà quello che Lui ha deciso: non serve accorciare la strada, chiedere passaggi, con questi stratagemmi è inutile dirsi pellegrini. Ho percorso il Cammino (800 km) a piedi e posso testimoniare che l'incontro quotidiano con il bello e il sacro, la riscoperta della dimensione del silenzio e della solitudine, l'incontro con persone speciali, sentire che qualcuno mi sosteneva e mi proteggeva, mi ha portato a non sentirmi mai sola. Rita Giorni Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (0) | Copia sul tuo sito | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |